[VIDEO] La Tutela della Donne e dei Figli Contesi a Milano (seconda parte)

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[VIDEO] La Tutela della Donne e dei Figli Contesi a Milano (prima parte)

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  1. Leggiamo insieme alcuni dei contributi che Richard Garder usava divulgare attraverso i libri che si autofinanziava e che non sono stati citati dalla nostra coordinatrice Imma Cusmai durante l’intervento “La Tutela delle Donne e dei Figli Contesi a Milano” proprio perchè presenti all’evento dei minori:

    L’abuso sessuale non è necessariamente traumatico; il determinante se la molestia sessuale sarà traumatica per il bambino, è l’atteggiamento sociale verso questi incontri.” – (“Sex abuse is not necessarily traumatic; the determinant as to whether sexual molestation will be traumatic to the child, is the social attitude toward these encounters.” Gardner, R.A. (1992). True and False Accusations of Child Sex Abuse . Cresskill, NJ: Creative Therapeutics. (pagine 670-71)

    Le convinzioni di Richard Gardner a proposito delle donne erano queste, egli le considerava potenziali vittime masochiste di stupro, che provano piacere nell’essere picchiate in quanto ciò rappresenta “il prezzo da pagare per guadagnare la gratificazione di ricevere lo sperma” (Gardner, 1992, pag. 26).

    Riguardo inoltre alle ragioni che indurrebbero una donna separata a montare una falsa accusa di abusi sessuali contro l’ex marito, sostieneva che «l’inferno non conosce furia uguale a quella di una donna che è stata disprezzata» (“hell hath no fury like a woman scorned”, Gardner, 1992, pagine 218-19). Secondo Richard Gardner infatti “le madri trarrebbero una «gratificazione vicaria» nell’immaginare che il loro bambino fa sesso con il padre”. (Gardner, 1991, pag. 25; 1992, pag. 126).

    Sempre secondo Richard Gardner: “Tali padri possono razionalizzare che la pedofilia è un’antica tradizione, una pratica diffusa nel mondo, e che non c’è nulla per cui bisogna sentirsi in colpa. Tali padri devono essere aiutati a capire che anche se ciò che dicono su questo punto è vero, ciò non giustifica che ciò si possa praticare nella nostra società, anche se la nostra società reagisce in maniera esagerata a tali comportamenti…” – (“True and false accusations of child sex abuse”– Cresskill NJ. Creative Therapeutics,1992)

    E poi ancora: “Egli [il padre pedofilo] deve arrivare a capire che in particolare nella nostra civiltà occidentale si osserva un atteggiamento molto punitivo e moralista verso quel tipo di inclinazioni. Siamo cresciuti in una società in cui la pedofilia è fortemente scoraggiata e addirittura condannata”. Più avanti, Gardner aggiunge: “… Egli [il padre abusante] è stato nuovamente sfortunato relativamente al tempo ed al luogo nel quale è nato per quello che riguarda l’atteggiamento sociale della pedofilia …”. – (“True and false accusations of child sex abuse”– Cresskill NJ. Creative Therapeutics,1992)

    La giurista Carol Bruch sostiene che la PAS è il “sogno” di qualsiasi avvocato difensore perché il fatto stesso di denunciare l’abuso paterno può essere ritorto contro la madre e rappresentare il sintomo di una “sindrome” che invalida la possibilità stessa che l’abuso sia avvenuto, così che la madre protettiva, da accusatrice diventa l’accusata.

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